Via libera del consiglio di amministrazione Rai alla nomina di Francesca De Martino alla direzione di Rai Parlamento al posto di Giuseppe Carboni e alla conferma di Antonio Preziosi al Tg2. Le nomine, la prima in particolare, hanno comunque spaccato il cda e provocato proteste da parte dell'opposizione, che ha sollevato critiche anche nei confronti delle prime indiscrezioni sui palinsesti per la prossima stagione, che sono stati illustrati nella riunione del board e verranno presentati alla stampa e agli inserzionisti il 3 luglio ad Ancona. Le nomine di De Martino e Preziosi hanno ottenuto il voto favorevole dei membri espressi della maggioranza, compreso ovviamente l'Ad Giampaolo Rossi, mentre hanno votato contro Roberto Natale e Alessandro Di Majo. Davide Di Pietro, eletto dai dipendenti, si è astenuto su De Martino e ha votato a favore di Preziosi.
Il cda ha, inoltre, confermato all'unanimità a Rai Cinema l'Ad Paolo Del Brocco e il presidente Nicola Claudio e a Rai Com l'Ad Sergio Santo e la presidente Claudia Mazzola. Nella seduta non era presente, dopo l'annuncio in tal senso nella riunione di ieri del consigliere anziano Antonio Marano, il dg Roberto Sergio che, a seguito dello scontro in consiglio, figlio a quanto pare del progetto di portare l'ex Ad alla presidenza, starebbe meditando di lasciare l'azienda a novembre, prima del raggiungimento dell'età pensionabile ad aprile. La mossa consentirebbe a Simona Agnes, vista l'impossibilità di diventare presidente, di prendere la direzione generale. A far insorgere l'opposizione, in particolare, la scelta di De Martino, considerata vicina a Fratelli d'Italia.
"So bene che l'occupazione da parte della politica ha sempre segnato, pur con molte diversità, la storia del servizio pubblico - afferma l'esponente M5s e presidente della Vigilanza, Barbara Floridia -. Credo però che la situazione attuale sia ampiamente degenerata. La presa da parte della maggioranza addirittura di Rai Parlamento, a un anno dalle elezioni politiche, rappresenta il superamento di una linea rossa". Secondo i parlamentari di Fdi in Vigilanza si tratta, invece, di "una nomina non calata dall'alto" che "finalmente valorizza e premia il merito, promuovendo una giornalista, donna, che da 25 anni lavora all'interno della redazione di Tg Parlamento". Le proteste della minoranza prendono di mira anche alcune novità dei palinsesti della prossima stagione. In particolare a Ore 14 su Rai2, orfano di Milo Infante passato a Mediaset, dovrebbe approdare Salvo Sottile, che condurrebbe anche lo spin-off serale del programma di cronaca e lascerebbe il suo Far West su Rai3 ad Antonino Monteleone.
Roberto Inciocchi traslocherebbe alla guida di un nuovo talk politico il mercoledì sera sulla seconda rete, lasciando la conduzione di Agorà ad Annalisa Bruchi o Manuela Moreno. Per il resto molte conferme, compresa quella di Fiorello a Radio 2 e Stefano De Martino ad Affari tuoi in attesa del debutto a Sanremo. Sarebbero confermate le indiscrezioni sull'assenza di Barbara D'Urso, che, secondo alcune voci, sembrava destinata alla conduzione di programma in prima serata su Rai1. Nel prime time dovrebbe approdare con un nuovo show Alberto Matano, mentre Tale e Quale Show verrebbe spostato al mercoledì.
"Un palinsesto da boomer con un mix di gente gradita al governo e quegli eroi che non sono andati via nonostante tutto quello che sta accadendo", lo definisce la deputata M5s Dolores Bevilacqua. "E questo avviene - prosegue - mentre non si valorizzano quei programmi che tengono in piedi il servizio pubblico, come Report, Chi l'ha visto?, Presa Diretta, Sapiens". L'ultima polemica riguarda Catepillar, programma cult di attualità, satira e costume di Radio2. Lo storico conduttore Massimo Cirri rivela sui social di non aver ancora ricevuto risposte per la prossima stagione, ma la rete assicura: "Non ci sarà nessuna chiusura".