"È profondamente gratificante vedere un testo sull'importanza dei confini generazionali incluso negli esami di Stato italiani. L'educazione e l'ispirazione dei giovani sono sempre state al centro del mio lavoro. In un'epoca in cui i confini tra gioventù ed età adulta sono sempre più sfumati, e in cui molti adulti faticano ad assumersi le responsabilità della maturità, è fondamentale che i giovani si confrontino con queste questioni". Lo dichiara all'ANSA Frank Furedi, professore di sociologia all'Università del Kent e direttore esecutivo dell'Mcc di Bruxelles, think tank conservatore legato all'ex primo ministro ungherese Viktor Orbán.

Nato nel 1948 in Ungheria da una famiglia che lasciò il paese dopo la rivoluzione del 1956 per trasferirsi in Canada e poi nel Regno Unito, professore emerito di Sociologia all'Università del Kent, autore di una trentina di libri, studioso della sociologia della conoscenza e dell'educazione, del ruolo della paura e dell'incertezza, nonché delle guerre culturali nelle società occidentali, Frank Furedi è forse la sorpresa della prima prova della maturità, con un brano tratto dal saggio 'I confini contano. Perché l'umanità deve riscoprire l'arte di tracciare frontiere' (2021), edito in Italia da Meltemi. Un'opera controcorrente, com'è del resto tutta la riflessione di Furedi. "Le società forti - sottolinea ancora - dipendono da generazioni forti, guidate, stimolate e ispirate da chi le ha precedute. Investire nello sviluppo morale e intellettuale della prossima generazione non è semplicemente un compito educativo; è essenziale per il futuro e la sopravvivenza delle nostre nazioni".

In un'epoca di globalizzazione e migrazioni di massa, mentre nel dibattito pubblico di moltiplicano gli appelli ad "abbattere le frontiere", i confini vengono ritenuti irrilevanti, discriminatori o reazionari. È il concetto stesso di confine ad essere sotto attacco, secondo Furedi: nelle società occidentali, infatti, anche le tradizionali linee di demarcazione tra pubblico e privato, uomini e donne, adulti e bambini, esseri umani e animali, cittadini e non cittadini sono spesso condannate come arbitrarie, innaturali e ingiuste. E ciò mentre imperversa la politica dell'identità, che paradossalmente non fa che tracciare nuovi confini simbolici. Furedi mette in guardia da una società culturalmente alla deriva: anche per questo è fondamentale - a suo giudizio - che l'umanità riscopra l'arte di tracciare confini.

Tra i suoi libri più celebri c'è Cultura della paura, in cui teorizza come le società occidentali moderne siano ossessionate dall'eliminazione di qualsiasi pericolo. Divide la scelta, definita di altissimo profilo da Simonetta Matone, ex magistrato e deputata della Lega, mentre critiche vengono da Elisabetta Piccolotti di Avs secondo la quale colpisce la scelta del testo di Frank Furedi: "Proporre un suo brano ai maturandi non è una scelta neutra. È una scelta profondamente politica di chi gestisce la scuola pubblica come se fosse una scuola di partito".