A circa 50 metri da dove è rimasto ferito Marco Leonardo Basoccu, il tifoso juventino di 36 anni colpito alla testa da un oggetto contundente prima del derby di Torino, una squadra di poliziotti del reparto mobile era stata bersagliata con pietre e bottiglie da un altro gruppo di ultras bianconeri. E' in quel punto che, tra i fumi dei lacrimogeni, il 36enne si accascia a terra dopo essere rimasto ferito al lato destro del capo. Prosegue senza sosta e nel massimo riserbo l'inchiesta sugli scontri scoppiati prima della stracittadina. Le indagini, coordinate dalla procura di Torino, sono affidate alla squadra mobile per il filone relativo al ferimento e alla Digos sia per gli episodi di violenza sia per la ricostruzione complessiva dei disordini.

Sono diversi i filmati al vaglio degli investigatori, dalle immagini raccolte dalla polizia, comprese quelle registrate dai droni, fino ai sistemi di videosorveglianza presenti nell'area attorno allo stadio Olimpico-Grande Torino. Tra i video acquisiti vi sarebbero anche quelli dell'Automobile Club Italia, uno degli edifici più vicini ai luoghi dei fatti. Da queste immagini, secondo quanto si apprende, Basoccu sarebbe stato ripreso nelle fasi che hanno preceduto il ferimento e quando è stato ferito. Il gruppo ultras di cui fa parte, i Viking, arrivati da Milano in pullman, avrebbe tentato di raggiungere il corteo granata che si stava dirigendo verso lo stadio.

Circostanza sottolineata anche dagli stessi tifosi juventini durante il presidio organizzato ieri sera davanti alle Molinette, dove hanno sostenuto che, a differenza di altre occasioni, le due tifoserie si sarebbero ritrovate a incrociarsi. Quando il corteo dei granata, partito dallo stadio Filadelfia, si affaccia in piazzale San Gabriele di Gorizia, gli ultras bianconeri tentano di avvicinarsi, ma trovano davanti a loro il cordone delle forze dell'ordine. Scatta un primo momento di tensione. Al lancio di pietre, bottiglie e bombe carta la polizia risponde con i lacrimogeni.

Alla fine della giornata ne saranno stati sparati oltre 150. Dopo alcuni minuti il corteo attraversa il piazzale per imboccare corso Galileo Ferraris in direzione della Curva Maratona. È in quel momento che alcune decine di Viking avanzano verso i tifosi granata riuscendo ad arrivare a contatto per pochi istanti, prima di arretrare verso l'area di prefiltraggio che precede gli ingressi del settore ospiti e della porzione dei Distinti riservata ai tifosi juventini. A ridosso di quell'area era presente una squadra del reparto mobile, bersagliata con pietre e bottiglie da un gruppo di ultras bianconeri, mentre un altro gruppo, nel quale era presente Basoccu, stava tentando di entrare dal settore Distinti, a pochi metri di distanza dai poliziotti.

Ed è in quel punto che, tra i fumi dei lacrimogeni, il 36enne è stato colpito da un oggetto. Per gli ultras juventini si tratterebbe di un lacrimogeno, mentre c'è anche l'ipotesi che si tratti di un sasso o bottiglia lanciato dal gruppo di bianconeri che non era entrato ancora nel settore, verso le forze dell'ordine. Restano stabili le condizioni di Marco Leonardo Basoccu, il tifoso juventino di 36 anni rimasto gravemente ferito domenica pomeriggio durante i disordini scoppiati nei pressi dello stadio Olimpico-Grande Torino prima del derby tra Torino e Juventus. L'uomo, colpito da un oggetto contundente non ancora identificato che gli ha provocato un grave trauma cranico, era stato sottoposto a un intervento neurochirurgico al suo arrivo in ospedale.

Attualmente è ricoverato in terapia intensiva, intubato, alle Molinette. La prognosi resta riservata. Gli ultrà della Juventus hanno cercato per due volte il contatto con quelli del Torino e, nonostante il dispiegamento delle forze dell'ordine, il secondo tentativo è riuscito. Ne è nata così una "violenta rissa", con i due gruppi che "si sono fronteggiati con calci e pugni e brandendo cinture" mentre partiva, in parallelo, "un fittissimo lancio di pietre e altri oggetti all'indirizzo della forza pubblica che stava tentando di disperdere i presenti con i lacrimogeni".

E' la ricostruzione degli incidenti avvenuti a Torino il 24 maggio, in occasione del derby della Mole, secondo quanto si ricava dall'ordinanza con cui il gip Alessandra Salvadori ha disposto la scarcerazione degli otto tifosi arrestati nell'immediatezza. Gli indagati sono stati individuati con l'aiuto di un drone. La giudice ha rilevato "corposi e inequivoci indizi" a loro carico ma ha anche spiegato che, trattandosi dell'ultima partita di campionato, per scongiurare il rischio di "reiterazione" di reati analoghi è sufficiente l'obbligo di presentarsi due volte alla settimana alla polizia giudiziaria, che è una misura "idonea a fungere da monito". Gli otto abitano in varie località italiane, hanno un lavoro stabile "che depone per un buon inserimento nel contesto sociale".

Secondo quanto si ricava dall'ordinanza, i tifosi del Torino avevano cominciato a radunarsi davanti al 'Filadelfia' (storico impianto utilizzato dalla squadra granata per le sessioni di allenamento) perché, "come annunciato sui social", intendevano raggiungere lo stadio Grande Torino in corteo. "In concomitanza con l'arrivo del corteo juventino in piazzale San Gabriele da Gorizia si sono mossi in direzione di corso Galileo Ferraris raggiungendo il suddetto piazzale. Immediatamente, alla vista degli ultras granata, gli juventini, subito travisatisi, hanno tentato di avvicinarsi". Le forze dell'ordine si sono frapposte, hanno evitato il contatto e hanno fatto defluire i torinisti verso via Filadelfia. Poco dopo i granata hanno ricominciato a muoversi: "gli ultras bianconeri sono nuovamente avanzati riuscendo, questa volta, a raggiungerli".