In vista del percorso di avvicinamento a Pordenone Capitale italiana della cultura 2027, il Comune di Pordenone ha assegnato contributi economici straordinari a 42 iniziative culturali che animeranno la città nel corso del 2026. Tra queste, in coerenza con il dossier di candidatura che propone una visione di "cultura dove non te l'aspetti", si colloca il progetto "Le voci che restano. Azioni artistiche nei luoghi inattesi della memoria" a cura dell'Associazione Le Muse orfane con la direzione artistica, drammaturgia e regia di Silvia Lorusso Del Linz. Si tratta di un itinerario performativo diffuso che partirà il 23 giugno alle 20, con il primo appuntamento all'imbarcadero del Noncello dedicato alla figura storica di Angioletta delle Rive.
"Fin d'ora - afferma l'assessore alla Cultura, Alberto Parigi - offriamo a cittadini e visitatori un calendario di rassegne inedite e sorprendenti, capaci di interpretare e anticipare lo spirito di Pordenone Capitale italiana della cultura. Tra queste, Le voci che restano propone un'esperienza particolarmente suggestiva: un percorso che conduce il pubblico attraverso luoghi simbolici della città, dall'imbarcadero sul Noncello alla ferrovia, intrecciando letteratura, poesia, natura e teatro all'aperto in un dialogo coinvolgente tra paesaggio e narrazione". Le Voci che Restano è un percorso di performance che, tra giugno e novembre, attraverserà alcuni luoghi simbolici di Pordenone trasformandoli in spazi narrativi e poetici. Attraverso azioni artistiche, il pubblico è invitato a riscoprire ambienti quotidiani sotto una luce nuova, incontrando storie, presenze e memorie che continuano a vivere nel presente.