Come anticipato, Euro-Office è disponibile da questa settimana. Si presenta come una soluzione aperta, trasparente e sovrana per la produttività e la collaborazione online, realizzata per essere anzitutto un’applicazione web e per integrarsi con altri prodotti che gestiscono i documenti. Tutti i dettagli sono sul repository GitHub ufficiale. Tra coloro che hanno contribuito al progetto ci sono IONOS e Nextcloud, realtà europee che con questa iniziativa fanno leva sul concetto di sovranità digitale tanto caro al Vecchio Continente, che proprio la scorsa settimana ha presentato una serie di misure con l’obiettivo di rendersi indipendente dalle tecnologie sviluppate altrove, soprattutto negli Stati Uniti e in Asia.
Sono incluse applicazioni per la creazione e la gestione di documenti di testo, fogli di calcolo e presentazioni, oltre ai file PDF. Di fatto, le alternative a Word, Excel e PowerPoint. Sul repository GitHub di Euro-Office non c’è un vero e proprio pacchetto da scaricare per l’installazione. I responsabili del progetto hanno promesso che più avanti arriveranno le applicazioni desktop e mobile pronte all’uso, ma bisognerà aspettare.
Va da sé che per ora la procedura non sia esattamente user friendly. Il metodo consigliato per provare la suite è passare da uno strumento come Docker (fonte Neowin). docker pull ghcr.io/euro-office/documentserver:latest docker run -i -t -d -p 8080:80 --restart=always -e EXAMPLE_ENABLED=true -e JWT_SECRET=my_secure_jwt_secret ghcr.io/euro-office/documentserver:latest
infine, per lanciarla, si apre il browser e si digita: Se l’esecuzione avviene da un server remoto e non in locale, nell’ultimo passaggio è necessario indicarne l’indirizzo IP. Ci si trova così di fronte all’interfaccia da cui iniziare a creare e gestire documenti di testo, fogli di calcolo e presentazioni. Il progetto ha attirato critiche e acceso discussioni fin dal suo annuncio nei mesi scorsi.
Il team di ONLYOFFICE ha accusato i suoi responsabili di violazione delle licenze, mentre The Document Foundation (che gestisce il pacchetto LibreOffice) lo ha definito un rebrand opportunistico e non realmente basato sulla filosofia open source, per la scelta di utilizzare i formati proprietari di Microsoft al posto dello standard ODF.