(di Laura Valentini) EMANUELA FONTANA 'LE BAMBINE DI ROMA' (MONDADORI, PP 360, 22 EURO) - L'esistenza di una figlia di Cleopatra e Marco Antonio che sopravvisse al suicidio dei genitori dopo la battaglia di Azio e fu portata a Roma dal vincitore, Ottaviano, è un episodio della storia accertato ma poco noto: ora l'esistenza di Cleopatra Selene, cresciuta a Roma sotto la protezione di Ottavia, sorella di colui che sarebbe divenuto Augusto, è al centro del nuovo libro di Emanuela Fontana 'Le bambine di Roma' che racconta la sua storia di pari passo con quella di Giulia, figlia del fondatore dell'impero romano. Giulia e Selene non sono due bambine qualunque nella Roma del I secolo avanti Cristo. Innanzitutto, la prima è l'unica figlia di Ottaviano Augusto, la seconda è figlia dell'amore tra Marco Antonio, considerato nell'Urbe un traditore di Roma, e la regina d'Egitto, Cleopatra. Da quando Marco Antonio si è legato a lei, lui e Ottaviano sono nemici giurati, e nel 31.
a.C. il console romano trionfa nella battaglia navale di Azio. Di fatto questa vittoria infrange il sogno del grande Oriente e Antonio e Cleopatra si tolgono la vita. Gli sopravvivono due figli gemelli che portano il nome del Sole e della Luna, Helios e Selene. Ottaviano li risparmia, li riporta a Roma e li fa sfilare in catene d'oro nell'arena del trionfo, come bottino di guerra, poi decide di crescere i gemelli nella sua casa al Palatino e Giulia, che subisce il fascino di quella bambina silenziosa, dai grandi occhi verdi, piano piano riesce a conquistarne l'amicizia.
Il patto che le lega è 'noi saremo diverse dai nostri padri'. Non sarà facile tener fede al giuramento di fronte alle vicende di Roma e a quelle della famiglia dell'erede di Giulio Cesare, che soffre per la mancanza di un figlio maschio ed è circondato da nipoti, a partire da Marcello, il figlio prediletto di Ottavia che in seconde nozze aveva sposato Marco Antonio (ma lui l'aveva abbandonata per Cleopatra) da cui aveva avuto il piccolo Iullo: già da bambino amante della lettura, più intellettuale che guerriero, molto riconoscente allo zio per averlo cresciuto anche se figlio di un nemico, soprattutto grande amore impossibile di Giulia. La figlia di Ottaviano è una bambina spavalda e ribelle, impulsiva anche se capace di gesti di affetto, come con la sua schiava Charis che viene punita duramente per una fuga della ragazzina. Di questo anche Ottaviano si dispiace, i suoi uomini hanno esagerato gli ordini.
A lui piacciono "la misura, la semplicità la concordia. Non la crudeltà.." dice lui stesso. Alternando i piani temporali e geografici del racconto, quello nella splendida Roma alle soglie dell'età dell'oro, con i suoi templi e le sue cerimonie, e quello nella solitudine di un'isola sperduta (l'odierna Ventotene), il libro segue Giulia e Selene fino alle soglie dell'età adulta accompagnandole nei grandi mutamenti in corso tra Oriente e Occidente e nelle loro vite. Quella di Selene proseguirà in un regno africano, mentre Giulia fronteggia grandi dolori e le conseguenze delle sue azioni: il progetto nasce come un dittico e il lettore potrà seguire il destino della figlia di Ottaviano in un libro successivo che è già annunciato.