Eredità visive di tre generazioni' è il titolo della nuova mostra fotografica che la Reggia di Venaria ospita lungo la Promenade della Galleria Alfieriana dal 28 maggio al 30 agosto: 139 foto accompagnano i visitatori in un viaggio di immagini firmate da tre generazioni di fotografi nel corso di tre quarti di secolo. La mostra, curata da Pierangelo Cavanna e Paolo Robino, è organizzata dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude grazie al coordinamento dell'architetto Stefano Trucco e al contributo di sponsor, enti e personalità che ne hanno consentito l'allestimento e la realizzazione, ed è compresa nel percorso di visita della Reggia. La mostra racconta la storia artistica della famiglia Robino, tre generazioni torinesi unite dalla passione per le immagini "fatte a macchina": dalla fotografia analogica fino all'intelligenza artificiale. È un viaggio attraverso l'evoluzione tecnologica e culturale dell'immagine, che mostra anche il passaggio dall'attività amatoriale a quella professionale nei campi della fotografia artistica, documentaria e della fiction.

L'esposizione è suddivisa in tre sezioni cronologiche dedicate a Stefano, Paolo e Filippo Robino. La prima presenta ottantacinque fotografie di Stefano Robino, realizzate tra il 1948 e il 1970. Pur non essendo mai diventato fotografo professionista, Stefano ottenne fama internazionale grazie a mostre, concorsi e pubblicazioni su importanti riviste come Life e Leica Photografie. Le immagini esposte, tratte dal suo vastissimo archivio, sono organizzate in temi come luoghi, fabbriche, figure e racconti.

Una sezione finale, "L'Archivio rivisitato", propone fotografie mai stampate dall'autore, reinterpretate oggi con uno sguardo contemporaneo. La seconda sezione è dedicata a Paolo Robino, professionista dal 1978. Le sue cinquantaquattro fotografie documentano il patrimonio artistico e architettonico, mostrando il passaggio dalla fotografia analogica a quella digitale. Accanto ai lavori documentari trovano spazio ritratti e figure ambientate, testimonianza di legami personali e professionali.

La mostra si conclude con le produzioni digitali di Filippo Robino, che esplorano l'immagine sintetica e l'intelligenza artificiale, portando la ricerca familiare verso le nuove frontiere della creatività contemporanea.