Alcune detenute della casa di reclusione femminile di Venezia hanno realizzato un proprio autoritratto nell'opera "(Cercare) Raffaello in Carcere. 100 detenuti ridisegnano la Scuola di Atene alla ricerca dei loro riferimenti", a cura dell'artista Mattia Cavanna. Sono in tutto venti le detenute della Giudecca coinvolte. L'opera, presentata da Fondazione Francesca Rava nella chiesa sconsacrata del carcere veneziano, è un arazzo di 8x3 metri, ispirato al cartone preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello, di cui riprende le medesime dimensioni. Realizzata nell'arco di un anno, di lavoro con la partecipazione di detenuti da sei istituti penitenziari italiani, rappresenta il risultato di un percorso condiviso di crescita artistica e umana.

I partecipanti hanno studiato il capolavoro rinascimentale e lo hanno reinterpretato sostituendo ai filosofi dell'antichità i propri modelli di riferimento: artisti, musicisti, sportivi, scienziati, attivisti e figure simboliche del nostro tempo, accanto a numerosi autoritratti. I disegni, realizzati con pastelli a cera su scampoli di tela cuciti a mano da Tiziana Benzi, docente dell'Accademia di Como e Restauratrice di manufatti tessili, danno vita a un'opera collettiva di forte valore simbolico e sociale. L'iniziativa nasce nell'ambito del progetto Orizzonti, sostenuto da Mediobanca, attivo presso otto istituti Penali per i minorenni sul territorio nazionale, nel carcere di San Vittore di Milano e a Venezia. L'opera è stata presentata dalla Fondazione Francesca Rava ed è stata realizzata presso gli istituti penali per i minorenni di Milano, Bologna, Roma e Napoli, in collaborazione con l'associazione Liberi Dentro, presso la Casa di reclusione femminile della Giudecca a Venezia e, con la stessa associazione e Federica Berlucchi, presso la Casa circondariale di San Vittore a Milano.

La mostra sarà aperta fino al 2 giugno.