È una buona notizia in vista dell’imminente “Giornata mondiale senza tabacco” (World No Tobacco Day) del prossimo 31 maggio, un piccolo passo verso un auspicabile cambiamento: cinquantamila cittadini hanno firmato la campagna “5 euro contro il fumo” (https://5eurocontroilfumo.it), raggiungendo così l’obiettivo necessario per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare al legislatore. “Siamo orgogliosi del risultato raggiunto in breve tempo - hanno dichiarato Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom, promotrici dell’iniziativa - La campagna ha ottenuto il supporto di 53 società scientifiche e Istituzioni e di 32 associazioni e fondazioni. Si tratta di una battaglia di civiltà, fondamentale per proteggere la salute dei cittadini e salvare migliaia di vite. Ora chiediamo al Parlamento di discutere e approvare quanto prima la proposta normativa, come già fatto per la legge sull’oblio oncologico che ha avuto il via libera dei due rami del Parlamento in breve tempo”.

Nel merito la campagna chiede di aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, tradizionali e di nuova generazione. Il razionale dietro l’iniziativa - che ha raggiunto il quorum a pochi mesi dal lancio, avvenuto alla fine dello scorso gennaio - è semplice e basato sulle evidenze. “La strategia di incremento drastico del prezzo si è dimostrata la più efficace in altri Paesi Europei (come la Francia e l'Irlanda) nel ridurre in maniera significativa il numero di fumatori”, cita l’iniziativa. E i fumatori sono ancora tanti, tantissimi: secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istituto superiore di sanità, in Europa fuma una persona su 4 (un dato in linea con quello della popolazione italiana), e quasi un giovane su tre (il 29%) se si guarda alla sola fascia compresa tra i 15 e i 24 anni.

Tra i giovanissimi, in Italia, si stima che fumi o svapi circa 7,5% degli studenti tra gli 11 e i 13 anni, il 37,4% tra i 14 e i 17 anni. Nel mondo le vittime del fumo sono 7 milioni ogni anno, in Europa 700 mila, 93 mila solo in Italia. Un costo in termini di salute altissimo, e che fotografa solo in parte l’impatto del fumo. “L’impatto economico e sociale del fenomeno è di straordinaria entità: i costi complessivi derivanti dal consumo di tabacco e nicotina, tra spese sanitarie dirette, perdita di produttività e danni ambientali, superano i 26 miliardi di euro annui - cita ancora l’iniziativa - La proposta prevede che il gettito derivante dall’accisa sia vincolato a finalità di pubblico interesse e, in particolare, al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale”.

“Per ridurre in modo sostanziale il numero dei tabagisti bisogna intervenire sul fattore economico, come è già avvenuto in altri Paesi - rimarcano i promotori dell’iniziativa - Solo il drastico incremento del prezzo di questi prodotti può dissuadere i fumatori, soprattutto i giovani, fra i più esposti ai rischi del fumo”. Di quanto? Secondo quanto riferisce l’Oms, un aumento del 10% diminuisce i consumi del 4% nei paesi ad alto reddito, e del 5% in quelli a basso e medio reddito. L’iniziativa “5 euro contro il fumo” ambisce ad un incremento maggiore del prezzo dei prodotti da fumo e da inalazione di nicotina: un aumento di cinque euro, per il nostro paese, equivale a circa un raddoppio del costo di un pacchetto di sigarette. Questo potrebbe tradursi in una riduzione del 37% dei consumi e in un gettito annuo di circa 800 milioni di euro, stimano i promotori della campagna. La raccolta firme non si ferma (qui è possibile continuare a sostenere l’iniziativa), ma il traguardo raggiunto segna ora un passo importante nella lotta al fumo.

“Il 90% dei casi di tumore del polmone e il 50% di quelli della vescica sono determinati proprio dal fumo, che è inoltre correlato a malattie cardiovascolari, come infarto e ictus, e respiratorie, come enfisema, asma e Bpco. Queste evidenze mostrano la necessità di interventi urgenti volti a diminuire il consumo di tabacco - continuano Aiom, Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione Aiom - Per il Senato, il regolamento impone l’esame entro 90 giorni dall’invio delle firme. La proposta riguarda l’istituzione di un’accisa specifica di 5 euro per ogni unità di consumo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, inclusi tabacco riscaldato, sigarette elettroniche e liquidi, indipendentemente dal prezzo di vendita e in aggiunta alle accise vigenti”.