Arriva il caldo, quello vero, che stronca il respiro e taglia le gambe. Aumentano le temperature fino a 37-40°C e di conseguenza i bollini (giallo e arancione) sulle 27 città monitorate dal bollettino sulle ondate di calore del ministero della Salute. Sono cinque oggi le città (Bologna, Brescia, Firenze, Perugia e Torino) in arancione: il livello di allerta 2 (indice di “condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili”). Dodici i bollini gialli: livello 1 di preallerta (segno di “condizioni meteorologiche che possono precedere il verificarsi di un'ondata di calore”) ad Ancona, Bolzano, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Pescara, Rieti, Roma, Venezia, Verona e Viterbo. Domani aumentano le città in arancione che saranno otto: Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Milano, Perugia, Rieti e Torino.
Saranno invece in giallo: Ancona, Catania, Frosinone, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Pescara, Reggio Calabria, Roma, Venezia, Verona, Viterbo. Cosa succede al nostro corpo e come fare per “sopravvivere” a questa ondata bollente? Quando diventa estremo, il caldo è per il nostro organismo difficile da tollerare: il calore che sale al di sopra di una certa soglia può far battere il cuore troppo forte. La pressione sanguigna può iniziare a scendere.
Si può sudare così tanto da disidratarsi o avere le vertigini. “Le persone possono avvertire questi effetti a temperature drasticamente diverse, a seconda della loro salute e del livello di calore a cui sono abituate - spiega Francesco Dentali, professore di Medicina interna, direttore di Dipartimento di Area medica di Asst-Sette Laghi e presidente nazionale Fadoi (Federazione delle Associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti) -. Il caldo estremo è un termine molto relativo. Inoltre, anche alcuni farmaci e condizioni di salute, come malattie renali e insufficienza cardiaca, possono rendere le persone più vulnerabili allo stress da calore”. L’effetto più temuto dello stress da caldo è il colpo di calore, o ipertermia, che può verificarsi in persone di qualsiasi età, anche se a correre più rischi sono gli anziani over 65 e i bambini piccoli. Generalmente i tempi di recupero sono di 24/48 ore con remissione completa e assenza di danni gravi.
Intervenire per tempo è fondamentale per evitare complicazioni serie a cervello, cuore, reni e muscoli. Nei casi più gravi può portare al decesso. Una delle possibili complicazioni è, infatti, lo shock causato da un’improvvisa riduzione della pressione arteriosa. Si verifica quando i meccanismi di dispersione del calore del nostro organismo non funzionano correttamente e, di conseguenza, il corpo va incontro a un progressivo ed eccessivo innalzamento della temperatura interna del corpo che diventa incompatibile con il buon funzionamento dei processi enzimatica e biochimici necessari per la vita.
Quanto ai sintomi, la prima caratteristica del colpo di calore è l’innalzamento della temperatura corporea ad un valore pari o superiore a 40°C. Ma ci possono essere anche nausea e vomito, pelle arrossata, qualche volta con perdita della capacità di sudorazione, respirazione o battiti cardiaci accelerati, mal di testa, crampi o debolezza muscolare, stato confusionale e, nei casi più gravi, perdita di conoscenza. Non resta che mettere in atto qualche strategia per superare l’ondata di caldo senza danni. Il ministero della Salute propone un decalogo comportamentale che può aiutare a difenderci dai rischi che le alte temperature portano con sé.
1) Non uscire nelle ore più calde. Durante un'ondata di calore, evitare l'esposizione diretta al sole nelle ore più calde della giornata (tra le 11 e le 18). 2) Migliorare l'ambiente domestico e di lavoro. La misura più semplice è la schermatura delle finestre esposte a sud e a sud-ovest con tende e oscuranti regolabili (persiane, veneziane) che blocchino il passaggio della luce, ma non quello dell'aria. Ma è efficace anche l'uso dell’aria condizionata, che tuttavia va utilizzata con attenzione, evitando di regolare la temperatura a livelli troppo bassi rispetto a quella esterna.
Una temperatura tra 25-27 C con un basso tasso di umidità è sufficiente a garantire il benessere e non espone a bruschi sbalzi termici rispetto all'esterno. Sono da impiegare con cautela anche i ventilatori, che accelerano il movimento dell'aria, ma non abbassano la temperatura ambientale. E per questo il corpo continua a sudare. Nel frattempo è importante continuare a bere molto.
Quando la temperatura interna supera i 32 C, l'uso del ventilatore è sconsigliato perché non è efficace per combattere gli effetti del caldo, e non va indirizzato direttamente sul corpo, in particolare nel caso di persone anziane allettate o con limitata autonomia. 3) Bere molti liquidi e moderare l'assunzione di bevande contenenti caffeina, evitare bevande alcoliche. Quando arrivano le ondate di calore serve bere almeno 1 litro e mezzo di acqua al giorno e mangiare frutta fresca. Questo vale soprattutto per gli anziani, per cui è necessario bere anche se non sentono lo stimolo della sete.
Esistono tuttavia particolari condizioni di salute (come l'epilessia, le malattie del cuore, del rene o del fegato) per le quali l'assunzione eccessiva di liquidi è controindicata. Se si è affetti da qualche malattia è necessario consultare il medico prima di aumentare l'ingestione di liquidi, come pure se si sta seguendo una cura che limita l'assunzione di liquidi o ne favorisce l'eliminazione. 4) Seguire un'alimentazione corretta. Bisogna consumare cinque porzioni di frutta e verdura di stagione al giorno e allo stesso tempo moderare piatti elaborati ricchi di grassi e ridurre i condimenti.
Meglio privilegiare cibi freschi, facilmente digeribili e ricchi di acqua. Utilizziamo poco sale e privilegiamo quello iodato. 5) Fare attenzione alla corretta conservazione degli alimenti. Il rispetto della catena del freddo è importante per la sicurezza degli alimenti.
6) Vestire comodi e leggeri, con indumenti di cotone, lino o fibre naturali (evitare le fibre sintetiche). All'aperto è utile indossare cappelli leggeri e di colore chiaro per proteggere la testa dal sole diretto. Anche gli occhi vanno messi al riparo dal sole utilizzando occhiali con filtri UV. Particolare attenzione deve essere riservata ai bambini.
7) In auto ventilare l'abitacolo prima di iniziare un viaggio, anche se dotata di un impianto di ventilazione. In questo caso, meglio regolare la temperatura su valori di circa 5 gradi inferiori alla temperatura esterna evitando di orientare le bocchette della climatizzazione direttamente sui passeggeri. Se ci si deve mettere in viaggio, occorre evitare le ore più calde della giornata (specie se l'auto non è climatizzata) e tenere sempre una scorta d'acqua. Un imperativo è quello di non lasciare mai neonati, bambini o animali in auto, nemmeno per brevi periodi.
8) Evitare l'esercizio fisico nelle ore più calde della giornata. Se si fa attività fisica è necessario bere molti liquidi. Inoltre, per gli sportivi è importante a inizio stagione adattarsi progressivamente al caldo con sessioni di allenamento di intensità ed esposizione crescenti. Essenziali sono anche una adeguata idratazione e alternare le sessioni di allenamento con pause in luoghi rinfrescati e, se necessario, compensare la perdita di elettroliti con gli integratori (chiedere sempre al proprio medico).
9) Offrire assistenza a persone a maggiore rischio (come gli anziani che vivono da soli, i lattanti ecc.) e segnalare ai servizi sociosanitari eventuali situazioni che richiedono un intervento. Nel caso degli anziani un campanello di allarme è la riduzione di alcune attività quotidiane come spostarsi in casa, vestirsi, mangiare, andare regolarmente in bagno, lavarsi. Può indicare un peggioramento dello stato di salute. Per quanto riguarda lattanti e bambini piccoli, è consigliabile controllare la temperatura corporea abbassandola con una doccia tiepida e quando possibile aprire il pannolino.
10) Dare molta acqua fresca agli animali domestici, anche quando siamo in viaggio e facciamo soste in zone ombreggiate. Evitiamo di far uscire gli animali nelle ore più calde della giornata, per non farli camminare sull'asfalto rovente esponendoli a colpi di calore.