Ammettiamolo: l’idea di quell’ago, per quanto sottile, un piccolo brivido lungo la schiena lo mette a molti. Ma, superata la barriera psicologica, donare il sangue è uno dei gesti più rivoluzionari, gratuiti e ad alto impatto che si possa compiere. Un superpotere democratico, accessibile a quasi tutti, che tiene in piedi in modo silenzioso il nostro sistema sanitario e che il 14 giugno celebriamo in occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue. Proprio in vista di questa ricorrenza, prende il via “Donare è l’azione più bella”, la nuova campagna nazionale di sensibilizzazione promossa dal ministero della Salute in collaborazione con il Centro Nazionale Sangue e le principali associazioni (Avis, Croce Rossa Italiana, Fidas e Fratres), che vede come testimonial d’eccezione il campione di pallavolo Andrea “Lucky” Lucchetta.
Un’iniziativa nata anche per lanciare un appello rivolto in particolare ai giovani - la fascia 18-25 anni è infatti attualmente la meno numerosa e in calo, con 34,1 donatori per mille abitanti - affinché si avvicinino a questo fondamentale atto di solidarietà. I dati del 2025 mostrano un quadro solido ma che richiede costante impegno: in Italia si contano 1.664.691 donatori complessivi, il 64% uomini. Di questi, l’85% è composto da donatori periodici (+1,4%), che si confermano la vera colonna portante del sistema, mentre la fascia anagrafica più attiva in rapporto alla popolazione è quella tra i 46 e i 55 anni. Grazie alla generosità di oltre 1,6 milioni di cittadini, nel 2025 è stato possibile garantire terapie trasfusionali insostituibili a ben 638.000 pazienti e assicurare medicinali plasmaderivati a centinaia di migliaia di altre persone.
L'Italia è infatti autosufficiente in materia di globuli rossi da quasi vent’anni e, per quanto riguarda il plasma, ha raggiunto la quota record di 920 tonnellate destinate alla produzione di farmaci salvavita. “Il sistema sangue italiano è basato sulla solidarietà”, spiega Luciana Teofili, direttore del Centro nazionale sangue. “Donare regolarmente è già la scelta responsabile di milioni di italiani, consapevoli che il dono salva vite. Sangue e plasma, la parte liquida del sangue essenziale per la produzione di farmaci plasmaderivati, non possono ancora oggi essere ricreati in modo artificiale e vanno a chi ne ha bisogno gratuitamente, a carico del Servizio sanitario nazionale”, aggiunge. Ma come funziona davvero?
Tra fake news che corrono sul web e vecchi retaggi, c’è un filo di disinformazione che a volte frena i potenziali donatori. Per fare chiarezza, abbiamo chiesto al Centro nazionale sangue di rispondere punto per punto ai dubbi, alle paure e alle curiosità più frequenti. Il primo passo per vincere le paure è infatti informarsi. Il sangue di un potenziale donatore viene analizzato prima della donazione?
La salute e la sicurezza di chi dona e di chi riceve sangue sono prioritarie. Prima si fa un "microprelievo" dal dito: una singola goccia di sangue serve a misurare in tempo reale il livello di emoglobina per escludere eventuali anemie. Se i valori sono troppo bassi, il medico rimanda la donazione. Subito dopo il test del dito, si fa un colloquio privato con un medico.
Durante questa visita vengono misurate la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca. Poi si valuta il questionario anamnestico dove i candidato donatore ha dichiarato il tuo stato di salute, farmaci assunti, viaggi recenti, ecc. I test più approfonditi (quelli per l'epatite, l'HIV, la sifilide e l'emocromo completo) non vengono fatti prima, ma vengono eseguiti sui tubetti di sangue raccolti durante la donazione stessa. Se dai tubetti analizzati in laboratorio dovesse emergere qualsiasi tipo di problema o anomalia, la sacca verrebbe immediatamente scartata, e il candidato donatore viene poi contattato dal centro trasfusionale in totale riservatezza per fare ulteriori accertamenti.
Ogni anno, inoltre, al donatore vengono effettuati i principali esami del sangue. L’ago utilizzato per la donazione del sangue è più grande? È un ago di poco superiore a quello di un normale prelievo ma è fatto per minimizzare il dolore e garantire un flusso veloce di sangue nella sacca. La paura dell’ago è da sempre uno dei più diffusi timori del potenziale donatore.
Spesso è proprio l’ansia e non l’ago a creare qualche disturbo, come un calo di pressione o senso di svenimento. Sia il medico sia gli operatori dei centri di raccolta sangue sanno come riconoscerla e aiutare il donatore a superarla. Per donare bisogna aspettare quattro mesi dal momento dell’ultima seduta per la realizzazione del tatuaggio o del piercing. Dopo questo “periodo finestra” si è i benvenuti. L’assunzione di farmaci di per sé non preclude la donazione.
Alcune terapie, però, non sono compatibili e possono portare a una sospensione temporanea, bisogna quindi è importante segnalare sempre al medico del centro di raccolta i farmaci assunti per una valutazione. L’assunzione di farmaci di per sé non preclude la donazione. Tuttavia, moltissime terapie non sono compatibili e possono portare a una sospensione temporanea laddove è possibile. Dopo aver assunto un antidolorifico e antinfiammatorio, ad esempio, può essere necessaria circa una settimana per ritornare idonei alla donazione.
Mentre per antibiotici, cortisonici, antistaminici ci vuole più tempo, circa 15 giorni. Possono volerci mesi prima di poter donare se si è in cura con antipsicotici o antidepressivi, qualora è possibile sospendere la terapia. Invece, solitamente non blocca il donatore l'assunzione della pillola anticoncezionale e di terapie ormonali sostitutive; degli anti-ipertensivi (anche se spesso il medico consiglia di saltare la pastiglia la mattina stessa del prelievo per evitare cali di pressione); delle statine e dei gastro-protettori. La regola resta comunque quella di parlarne con il medico durante il colloquio, segnalando qualsiasi farmaco (anche integratori o rimedi naturali), in uso.
Il medico verificherà il principio attivo esatto e dirà con certezza se si può donare subito o se è meglio attendere qualche giorno. Si può donare dai 18 ai 65 anni di età e in alcuni casi anche oltre i 65 anni. Sotto i 18 anni è una questione legale, sopra i 65 per una questione di tutela del donatore. Il peso deve superare i 50 kg perché la quantità totale del sangue è direttamente proporzionale alla massa corporea.
La donazione non influisce sul peso. Lo spuntino offerto dopo la donazione serve a recuperare un po’ di energia. Ci sono paesi con malattie endemiche che si trasmettono attraverso il sangue come la malaria. Un viaggio in questi Paesi richiede un “periodo finestra” di almeno 4 mesi e va segnalato durante il colloquio con il medico del Centro. E’ possibile trovare la mappa dei Paesi a rischio sul sito inviaggio.simti.it/
La donazione di sangue intero, classica, richiede non più di 15 minuti. Quella dedicata di plasma, la parte liquida del sangue, è un po’ più lunga, circa 45 minuti, perché globuli rossi e piastrine vengono reinfusi nel donatore. La donazione di sangue è una procedura sicura che non comporta rischi per il donatore. I centri di raccolta sono comunque presidiati dal medico, dai professionisti sanitari e dai volontari pronti a prendersi a cura del donatore secondo le necessità.
Quanto sangue tolgono e in quanto tempo si riforma? Nel caso di donazione di sangue intero, vengono prelevati 450 ml di sangue. Per la donazione di plasma, circa 600 ml. Subito dopo il prelievo, il corpo inizia a rigenerare il sangue donato. Il plasma si riforma in poche ore, globuli bianchi e piastrine in 24-48 ore.
Per i globuli rossi servono circa tre settimane. Si raccomanda di evitare attività fisica intensa o sport agonistici per almeno 24 ore dopo la donazione. È importante comunque reintegrare i liquidi nelle ore successive. Il digiuno completo è un falso mito.
Si può fare una colazione leggera, quando si dona di mattina, o un pranzo leggero, se la seduta è il pomeriggio. L’importante è evitare latte o derivati. E’ raccomandato bere molto prima e dopo la donazione. Se si ha un'influenza o un raffreddore, bisogna aspettare la completa guarigione per poter donare.
Anche per questo la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata e gratuita per i donatori. Gli uomini possono donare il sangue intero fino quattro volte l’anno, le donne in età fertile due. La donazione di plasma può essere molto più frequente, si può fare anche ogni 15 giorni, se il medico è d’accordo. Il plasma è la parte liquida del sangue e serve alla produzione di medicinali salvavita, i plasmaderivati: immunoglobuline, albumina, fattori della coagulazione.
Sono farmaci indispensabili per molte malattie gravi come immunodeficienze, emofilia, malattie autoimmuni, o nelle complicanze del trattamento di tumori e dei trapianti e nella gestione delle ustioni gravi. Può essere fatta una donazione dedicata, attraverso un procedimento chiamato aferesi, che serve a separare il plasma e a restituire globuli rossi e piastrine al donatore durante la stessa seduta. Richiede un po’ più di tempo, ma non ha controindicazioni. Non è un tabù, dipende dallo stato di salute e dalla valutazione del medico del centro.
Un donatore può avere rapporti sessuali occasionali? Anche qui occorre aspettare un periodo finestra di quattro mesi dall’ultimo rapporto sessuale a rischio. Se si ha un partner stabile, invece, si invita a venire insieme a lui a donare. Ci sono regole diverse tra omosessuali ed eterosessuali?
Nel nostro paese le regole sono le stesse per entrambi. Dipende dal benessere personale. In generale, non è controindicato. Se si vuole donare, sarà il medico a consigliare cosa fare.
I portatori sani di anemia mediterranea, microcitemici perché hanno globuli rossi più piccoli, possono donare il sangue, ma con limitazioni: tutto dipende dal superamento della visita medica, che verifica che l'emoglobina sia sufficiente. In caso di valori troppo bassi, è possibile donare soltanto il plasma. Non si può donare in gravidanza. Si può tornare a donare trascorsi sei mesi dal parto.
Per l’allattamento non c’è una regola vera e propria. Se l’allattamento è prolungato dopo i sei mesi è a discrezione del centro, ma comunque si tende a seguire la linea della prudenza e si chiede di aspettare lo svezzamentoFino ai 6 mesi Si può avere un permesso dal lavoro per poter donare? Se si è un lavoratore dipendente, si ha diritto ad ottenere un permesso di lavoro retribuito per l’intera giornata (art. 8, legge 219/2005) o, qualora la donazione venga differita, per il tempo necessario alla visita medica e agli esami.
E’ possibile richiedere l’attestazione al centro di raccolta. No, in Italia il sangue è gratuito ed è proibito comprarlo o venderlo. Questa scelta è un’ulteriore garanzia di sicurezza per i pazienti che ricevono il sangue o gli emoderivati, perché evita che chi va a donare lo faccia per un interesse economico e nasconda al medico eventuali fattori di rischio. Per diventare un donatore basta contattare il servizio trasfusionale di un ospedale e prenotare una donazione oppure rivolgiti a una delle tante associazioni di donatori come Avis, Fratres, Fidas o Croce Rossa, che svolgono un ruolo fondamentale e riconosciuto dalla legge.
Puoi trovare il centro più vicino a te su Geoblood (www.salute.gov.it/app/gbldui/).