“Esiste un vaccino per il virus di Epstein-Barr? Che tipologia di virus è, e ci sono test per rilevarlo?” Il virus di Epstein-Barr (Ebv) appartiene alla famiglia degli Herpesvirus ed è uno dei virus più diffusi al mondo. Si stima che oltre il 90% della popolazione adulta venga infettata nel corso della vita. La trasmissione avviene principalmente attraverso la saliva ed è noto soprattutto per essere l’agente responsabile della mononucleosi infettiva.
Sebbene, nella maggior parte dei casi, l’infezione si risolva spontaneamente senza conseguenze, la mononucleosi non deve essere considerata sempre una malattia banale. Può infatti manifestarsi con febbre prolungata, intensa stanchezza, ingrossamento dei linfonodi e della milza, avere un decorso che si prolunga per settimane o mesi e, talvolta, porre difficoltà diagnostiche perché i sintomi possono essere comuni ad altre patologie. Nella grande maggioranza dei casi, tuttavia, la guarigione è completa. Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha inoltre evidenziato come il virus di Epstein-Barr possa avere un ruolo nell’origine di alcune patologie oncologiche e autoimmuni.
Le evidenze oggi disponibili suggeriscono infatti un legame tra l’infezione da Ebv e alcuni tumori, nonché con malattie autoimmuni come la sclerosi multipla, anche se i meccanismi biologici coinvolti non sono ancora completamente chiariti. Attualmente non è ancora disponibile un vaccino autorizzato per la prevenzione dell’infezione da Epstein-Barr. Tuttavia, la ricerca è molto avanzata e sono in corso studi clinici su diversi candidati vaccini, compresi vaccini basati sulla tecnologia a mRNA, con l’obiettivo di prevenire la mononucleosi e, in prospettiva, ridurre il rischio delle patologie correlate al virus. Per diagnosticare l’infezione sono disponibili diversi test di laboratorio.
I più utilizzati sono i test sierologici, che ricercano anticorpi specifici contro il virus e consentono di distinguere tra infezione recente, passata o riattivata. In particolari condizioni cliniche è inoltre possibile utilizzare tecniche molecolari, come la Pcr, che consentono di rilevare direttamente il Dna del virus nei campioni biologici”. Le informazioni riportate vanno intese esclusivamente a scopo informativo: non rappresentano in alcun modo una consulenza medica e non possono sostituire diagnosi o indicazioni di trattamento consigliati dal proprio medico o da uno specialista. *Enrico Di Rosa è Presidente della Società Italiana d’Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI).